• Sinagoga

  • Storia

    La Sinagoga sefardita, ovvero di culto spagnolo, risale alla metà del XVI secolo e si trova nel cuore dell´antico quartiere ebraico. Ad oggi la struttura, seppur non più officiata, è considerata una delle più interessanti presenti sul territorio italiano. Edificata in un prospero frangente  per la cultura e l’economia della città diviene ben presto il centro di aggregazione di molti ebrei, ad esempio portoghesi, che giungono a Pesaro per coltivare studi mistici. Al suo interno si trovava infatti, una scuola materna, un centro di studi cabalistici e uno di studi musicali.

    Il piano terra

    Sulla semplice facciata che caratterizza l´esterno della Sinagoga, si aprono due portoni: uno più grande per gli uomini e uno più piccolo per le donne. Al piano terra ancor oggi si può ammirare il forno, per la cottura dei pani azzimi, la vasca per i bagni di purificazione e il pozzo.

    La sala delle preghiere

    Il primo piano ospita la Sala delle Preghiere (Tempio): l´Arca Santa (Aròn) e il pulpito (Tevàh) si contrappongono al centro delle pareti più piccole. Oggi la Sinagoga non è più luogo di culto, motivo per cui alcuni arredi sono stati trasferiti in sinagoghe ancora attive: l´Arca Santa si trova ora a Livorno, il balconcino nel pulpito di Ancona, mentre le grate del matroneo a Talpioth (Gerusalemme). La Sala delle Preghiere resta tuttavia un ambiente suggestivo caratterizzato dal soffitto decorato a stucco con rosoni e serti di quercia: omaggio degli ebrei sefarditi ai Della Rovere, signori di Pesaro che concessero alla comunità ebraica l’insediamento nella città.

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