• Area archeologica di via dell’Abbondanza

  • L’area archeologica di via dell’Abbondanza (nota anche come Domus di via dell’Abbondanza) è stata scoperta nel corso di lavori edili nel 2004 e scavata fino al 2005; musealizzata da fine agosto 2015, oggi è aperta e accessibile al pubblico con modalità di fruizione all’avanguardia.

    L’odierna sistmazione è il risultato del progetto di lavoro a cura della Soprintendenza Archeologia delle Marche, del Comune di Pesaro e di Sistema Museo.

    Si tratta di un esempio di abitazione signorile della prima età imperiale romana. L’importanza e la disponibilità economica del proprietario si esprimono sia nella posizione della domus nel tessuto urbano, con l’ingresso principale aperto sul cardine, sia nella ricchezza dell’apparato decorativo.

    Costruita fra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., fu restaurata più volte e continuò a essere abitata almeno fino agli inizi del III secolo d.C.

    La planimetria e lo schema architettonico appaiono molto regolari. Lo spazio era organizzato intorno all’asse che dall’ingresso passava attraverso l’atrium, posto oltre i limiti di scavo in direzione del Duomo, e arrivava al peristilio, di cui è conservata buona parte della struttura porticata, con basi di colonne disposte lungo i lati interni, a margine delle canaline di raccolta dell’acqua piovana.

    Ai lati del peristilio si aprivano le stanze riservate alla vita privata della famiglia, alle quali si accedeva attraverso importanti soglie a mosaico. I mosaici, tutti in bianco e nero, sono ampiamente conservati e costituiscono l’elemento più affascinante della casa, grazie anche a una recente e accurata opera di restauro.

    Degli affreschi restano solo porzioni alla base di alcuni ambienti, ma numerosi frammenti sono stati rinvenuti negli scavi insieme a stucchi e a rare decorazioni in terracotta.
    Al V secolo d.C. si data la costruzione dell’impianto termale documentato dall’ambiente a ipocausto su suspensurae, ricavato scavando una delle stanze originarie della domus, già abbandonata da tempo.

    Il percorso

    Dotato di tecnologie non invasive, il percorso è stato pensato per offrire ai visitatori un approccio divulgativo ma allo stesso tempo scientifico. I reperti emersi durante lo scavo sono stati musealizzati all’interno due vetrine dedicate all’epoca romana e alle fasi medievali e rinascimentali.

    Sono esposti ceramiche, lucerne e oggetti della vita quotidiana. Spicca per importanza, la testa di un piccolo Eros dormiente in terracotta.

    Grande impatto è affidato al percorso virtuale, un vero e proprio unicum nelle Marche: sulle pareti in cemento armato dell’edificio, vengono proiettate le ricostruzioni tridimensionali degli antichi ambienti della domus che permettono di ricostruire scene della vita quotidiana e di ‘immergersi’ nell’atmosfera della Pisaurum di epoca romana.

    Il percorso per persone con disabilità visiva propone pannelli braille e modelli tattili; questa parte del progetto è stata messa a punto in collaborazione con il team scientifico del Museo Tattile Statale ‘Omero’ di Ancona.

    Fra il 2017 e il 2018, per l’afflusso dei visitatori e i problemi di conservazione dei mosaici che necessitano di costante monitoraggio e manutenzione, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche ha ritenuto necessario istituire un percorso di visita obbligato per evitare il calpestìo dei pavimenti e allo stesso tempo favorire la visione della strada, parzialmente ostruita dall’altezza del muro di fondo della Domus, e delle terme. Il nuovo percorso consiste in una passerella di ben 22 metri in struttura metallica verniciata e piano di calpestìo in vetro, che permette, in due tratti, di accedere al peristilio, alle vetrine e alle terme. Con il primo breve tratto si giunge direttamente dall’ingresso al peristilio migliorando le condizioni di transito e visibilità dell’entrata all’area, mentre con il secondo tratto ci si muove dal peristilio lungo il muro di fondo accostandosi alle due vetrine centrali e ammirando la strada basolata grazie all’elevazione, fino ad arrivare allo spazio antistante le terme con i relativi pannelli. Il percorso è stato studiato, infatti, per permettere la fruizione dei supporti didattici esistenti senza rimuoverli.

    La passerella è progettata per armonizzarsi il più possibile con il contesto. Si è scelto quindi di utilizzare forme e materiali leggeri, con piani di calpestìo in vetro, parapetti a cavo, colori tono su tono rispetto alla pavimentazione a mosaico, come ben sperimentato in numerose aree al coperto recentemente musealizzate.

    Condiviso negli obiettivi con il Comune di Pesaro e Sistema Museo, il progetto è stato realizzato con fondi ministeriali ordinari appositamente richiesti dalla Soprintendenza nell’ambito degli interventi manutentivi annuali sulle aree archeologiche; progettazione e direzione lavori sono state interamente curate da personale interno della SABAP Marche.

    Vedi dettagli storici e conservativi www.pesarocultura.it

    Immagine ai alto ph Alessandro Giampaoli
    Immagini gallery Soprintendenza Archeologia delle Marche – ph Bruno Mariotti CH+

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